Abstract
Il saggio, utilizzando una consistente documentazione inedita presente in archivi pubblici e privati, ricostruisce il rapporto di Carlo Levi e di Rocco Scotellaro con il cinema. La trasposizione cinematografica del Cristo si è fermato a Eboli, realizzata da Francesco Rosi nel 1979, ha alle spalle un corposo e poco conosciuto capitolo che qui viene ricostruito dettagliatamente: registi coinvolti (Comencini, De Sica, Germi, Rossellini, Emmer, Lizzani), progetti di sceneggiature, lettere, ecc. Il secondo capitolo riguarda l'impegno diretto di Levi e di Scotellaro nella scrittura di soggetti, treatment e sceneggiature per il cinema, che negli anni 1946–1953 vede una collaborazione tra i due nei progetti che riguardano il Cristo e I fuochi di San Pancrazio. Tutti questi materiali vengono analizzati in rapporto all'attività intellettuale e alla produzione narrativa e poetica dei due scrittori ma anche al quadro in grande evoluzione del cinema italiano, dal neorealismo all'orizzonte di attesa di un nuovo pubblico popolare negli anni cinquanta.
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