Abstract
Carlo Levi, Rocco Scotellaro, Ernesto De Martino possono essere collocati tra gli interpreti più acuti della cultura tradizionale contadina meridionale italiana dell’ultimo dopoguerra. Il loro lavoro e il loro pensiero appartengono a quel patrimonio intellettuale nato con l’impegno politico-culturale attraverso cui, alla fine della II Guerra Mondiale, furono ripensati la questione meridionale e il meridionalismo progressista. Le loro ricerche e le loro opere influenzarono altri ricercatori, altri autori. Molti cineasti si ispirarono alle loro descrizioni e alle loro interpretazioni del Mezzogiorno, realizzando decine di film di impegno meridionalistico. Scopo del mio scritto è quello di rintracciare, in prospettiva antropologico-culturale, la loro influenza su alcuni film documentari prodotti in Italia tra il 1953 e il 1976, riguardanti in particolar modo la Lucania.
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