Abstract
La fotografia, che rafforza lo sguardo sulla realtà, sembra aver goduto da sempre di un primato su altri strumenti di osservazione. Appare oggettiva, indiscutibile, vera, mentre in effetti costituisce un formidabile strumento di costruzione della realtà. In questo articolo avanziamo l’ipotesi di interpretare le fotografie che hanno narrato la Sicilia negli ultimi centocinquant’anni come uno degli strumenti che maggiormente hanno contribuito a costruire un’identità siciliana arcaica, rurale, arretrata. Ciò, per una serie di tecniche e soluzioni estetiche che sono proprie dell’arte fotografica che, proprio per questo motivo, è divenuta una delle forme di rappresentazione più utilizzate nell’isola.
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