Abstract
Il rapporto di Carlo Levi con Roma, città d’adozione, che fu teatro di grandi amicizie e della sua molteplice attività di narratore, polemista, poeta, pittore, uomo politico. Dalla giovinezza antifascista alla Dolce Vita, dal successo di “Cristo si è fermato a Eboli” alle battaglie come parlamentare nella sinistra indipendente. I grandi amori, la paternità negata, le forti amicizie (Alberto Moravia, Pier Paolo Pasolini, Palma Bucarelli, Renato Guttuso, Sartre e Simone de Beauvoir). Un ritratto dell’uomo e dell’artista, infedele alle donne, ma fedelissimo ai sentimenti, ai propri principi e alle città del cuore, prima di tutto Roma.
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