Abstract
Il saggio ripercorre l’immaginario viaggio nel Mediterraneo rappresentato dal disco Crêuza de mä (Ricordi, 1984). Si propone di analizzare le tappe della ricostruzione in vitro di un’idea di “sound mediterraneo” – inteso come somma di sonorità che rispecchi la varietà di culture e paesaggi del Mediterraneo – e di indagare le ragioni della scelta linguistica del genovese, che acquista il valore ideologico forte di un ritorno alle origini e all’autenticità del “popolo”. Il saggio, inoltre, prende in considerazione alcuni dei materiali preparatori per i testi dell’album conservati nell’Archivio Fabrizio De André (nelle citazioni
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