Abstract
La produzione di Alfonso Guida, rivelazione della poesia italiana di questi anni, viene esplorata nelle sue due prime raccolte. Nel Dono dell’occhio la sofferenza psichica, da cui il poeta è assediato, si materializza in Torremozza con unico scampo nella natura e nella storia della Lucania magno-greca. In Irpinia il sisma devastante del 1980 consente di oggettivare la frantumazione interiore in un afflato di solidarietà con le vittime vicine e lontane. Dal lirismo alla coralità tragica.
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