
Editorial
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Dalle varie riflessioni critiche sul rapporto tra letteratura e giustizia e tra narrazione e legge si può dedurre che alla letteratura venga attribuita la facoltà di “fare giustizia” e alla legge il potenziale di produrre delle storie. Anche se le opinioni divergono sull’effettivo valore trasformativo della letteratura di fronte alla legge, nel panorama italiano sembra prevalere l’idea che la letteratura possa offrire uno strumento conoscitivo per raggiungere una giustizia poetica e fare esperienza della verità. Tale compito etico, che viene attribuito a una narrativa che svolge la funzione di “estetica documentale”, si collega al complicato passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica, riassunto comunemente con la formula di “memoria divisa”. Gli esempi letterari presi in esame dagli anni Sessanta ad oggi, si caratterizzano attraverso le loro ibridizzazioni di genere, le dimensioni transmediali, performative e metanarrative. Da Giuseppe Fava a Gianrico Carofiglio, da Franco Fortini a Giampaolo Pansa, si trasmette il bisogno di una giustizia sociale che si concretizza attraverso un’indagine critica dell’apparato giuridico e attraverso la formulazione di una giustizia metaforica. Anche la raccolta di racconti
In the late 1950s, after a brief career as a lawyer, Giuseppe Fava (Palazzolo Acreide, 1925) became a journalist. The exploitative activities of Cosa Nostra in the tragic aftermath of the Second World War made clear to him Sicilian society’s urgent need for progress towards greater social justice so that violence could be prevented. Fava developed an ethical conception of journalism and, by extension, of literature and theatre. ‘Where there’s truth’, Fava wrote, ‘justice can be done and freedom can be defended’. This article shows how Giuseppe Fava put his intellectual
Justice is a recurrent theme in the writings of Gianrico Carofiglio, in particular the novels and the essays. In these works, great attention is paid to how justice is delivered through the Italian legal processes, how it is conceived by those who are entrusted with its administration and how it is perceived by citizens. Through the analysis of a sample corpus, comprising two essays and two of the novels of the Guido Guerrieri cycle, this contribution examines a range of strategies used by the author to configure his vision of justice. A preliminary overview appears to suggest a pronounced difference between novels and essays with regard to the author’s own stance towards justice. Whilst the novels echo the nationally shared distrust for what is considered to be a system that is dysfunctional and that deserves to be critiqued and contested, the essays encourage readers to embrace a consensual, positive view of the principles of justice. The main contention in this contribution is that the apparently resigned portrayal of a flawed justice system found in the novels contains the same desire and points to the same social and ethical perspective as the essays. Through a reflection on the
Nella raccolta di racconti intitolata
In conclusione al saggio
Questo saggio muove dall’enfasi sul desiderio di fare giustizia nel ciclo dei vinti (2003–) di Giampaolo Pansa, inserito nel contesto del revisionismo storico di sinistra, contestato dall’autore che con esso giustifica il proprio. Si dimostra che Pansa rivendica la giustizia nei modi che sfiorano la vendetta, con un ritardo che lascia sospettare l’opportunismo politico e che degrada la storia della Resistenza italiana a crimine diffuso in attesa di giustizia. L’autore, che si definisce uno storico dilettante e trascura le fondamentali regole della storiografia (pronuncia giudizi di valore, adotta una prospettiva e studia le fonti e testimonianze solo di una parte, non elabora il passato ma vi cerca le ragioni del presente), fa della storia politica. Parte integrale della sua operazione è anche la preferenza per la forma romanzo di cui qui si propone un’analisi delle componenti strutturali, linguistiche e ideologiche come uno spunto per riflettere sulla scelta dei destinatari e per capire l’uso che l’autore fa del concetto di giustizia. Si rinvengono infine alcune avvisaglie di un ripensamento: l’autore – già passato dalla sinistra a posizioni di destra – sembra rivedere un’altra volta le sue ragioni e accettare che la guerra sia uno stato di eccezione, per cui non sono idonei né i criteri di giustizia sviluppati al tempo di pace né tanto meno le chiavi di lettura semplificate.
Il presente contributo propone l’analisi di
Il presente articolo offre una lettura analitica del
Soppesando debitamente meriti e limiti del trattato bruniano, questo articolo si propone di sottolineare la centralità del
This article focuses on Elsa Morante’s last novel,
In
Fotografia, cinema, letteratura, arti visive, teatro: non c’è disciplina cui Anton Giulio Bragaglia (Frosinone 1890–Roma 1960) non si sia applicato, con spirito innovatore e inesauribile forza creativa. Il presente articolo ripercorre le prime esperienze teatrali di Bragaglia per poi concentrarsi sui suoi scritti teorici, con particolare riferimento agli articoli apparsi sulla rivista
This study identifies an allegorical representation of the polemic between vernacular poet Luigi Pulci and Neoplatonic philosopher Marsilio Ficino within Pulci’s epic poem
Il saggio si concentra sull’analisi del film
The article considers primarily Montale’s fourth book,
Umberto Eco loved analogies, was an artist of the déjà-vu and a great bricoleur in architecting a pastiche of genre and a collage of intertextual anxieties of influences. I begin with his inspiration from one of his favorite and most influential writers, James Joyce, and will close with the influence of his all-time favorite movie,
La discussione del volume degli Atti del convegno, svoltosi tra Napoli e Vico Equense nell’ottobre 2015 e dedicato a Giovan Battista della Porta, è volta in primo luogo ad illustrare tutti gli aspetti della fervida attività dell’autore vicano, ma anche a ricostruire, sebbene sinteticamente, il contesto storico, sociopolitico e culturale in cui questa si espresse, mediante una costante attenzione tanto alle fonti quanto alla tradizione ecdotica dei testi dellaportiani.







