Abstract
L’articolo presenta il volgarizzamento cinquecentesco inedito dell’epillio di Museo ad opera di Pietro Angèli Bargeo, tradotto in un Manoscritto della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia risalente alla seconda metà del XVI secolo; presenta, inoltre, un excursus sulla circolazione latina e volgare del testo greco fino alla fine del Cinquecento. La traduzione è parte della feconda attività del Bargèo di divulgatore di testi classici ed ulteriore conferma dell’interesse che autori coevi, Bernardo Tasso, Giovanni Falgano e Bernardino Baldi, hanno mostrato nei confronti di Museo e della lirica amorosa greca e latina pervenuta nel tardo Medioevo grazie anche ad Ovidio e diffusasi in Italia e in Europa nel corso del pieno e tardo Rinascimento.
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