Abstract
Il saggio analizza le speciali modalità attraverso le quali i contadini oppongono resistenza allo Stato per reagire alle sue incomprensioni, talvolta anche attraverso giochi di parole. Ugualmente, viene contestata l’arcaicità della civiltà contadina per metterne viceversa in evidenza caratteri che risalgono ad epoca moderna, collocabili all’incirca a inizio di Ottocento. Questi caratteri furono la risposta ai cambiamenti profondi portati dai nuovi borghesi affermatisi con l’eversione della feudalità; si può dire che essi vengono meno negli anni sessanta del Novecento con l’accesso ai nuovi mercati europei. I contadini respingono i piani calati dall’alto e perciò vengono definiti arcaici e ostili alla modernizzazione.
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