Abstract
Si analizza il ruolo affidato alla musica in quella fondamentale testimonianza del temperamento dannunziano che è la Carta del Carnaro (1920): partendo da suggestioni d’impronta mazziniana, a quest’arte viene infatti riconosciuto un fondamentale ruolo pedagogico e sociale. Queste osservazioni, assolutamente coerenti con la lettura iper-vitalistica data del “fenomeno Wagner”, si inseriscono in una riflessione che comprende anche lo Statuto della Corporazione Delle Nuove Musiche (Concentus Decimae Nuncius Musae) e il “Preludio” alla Raccolta Nazionale di Musiche Italiane/I Classici della Musica Italiana. Si notano infine importanti tangenze, già rilevate da Mario Carli, tra il pensiero dannunziano e quello di Filippo Tommaso Marinetti.
Keywords
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