Abstract
Negli anni 1970, all’apice delle proteste femministe italiane, il Veneto vede sorgere un’esperienza unica: il Comitato per il salario al lavoro domestico di Padova e Venezia. Le domande del comitato sono rivoluzionarie ed il metodo di protesta da credito alla creatività femminile: è una protesta cantata. Esiste una particolare relazione tra donne e canto che trova intense espressioni in Veneto. La protesta femminile in musica, che in Italia affonda le radici nel canto medievale de “La malmaritata”, assume una speciale sfumatura nella laguna veneta e nel suo entroterra. In queste zone anfibie, i canti delle donne combinano melodia e rabbia, ironia e dura determinazione. Oltre alle fonti tradizionali, l’articolo include testimonianze di donne che furono protagoniste di quegli anni e che, lungi dal tornare “in casa”, continuano oggi a mettere in musica il loro impegno civile. L’articolo si dipana dai primi anni del Novecento alle recenti proteste contro la privatizzazione dell’acqua a Venezia nel 2011, dove si raccoglievano firme a suon di “contrafacta” (canzoni con parole modificate); e alla creazione del coro multietnico “Voci dal Mondo”, ultima espressione di quella potenzialità della canzone che ritorna a farsi universale in risposta all’emergenza dell’immigrazione.
Keywords
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