Abstract
Gli autori presentano 18 casi di pazienti portatori di aneurismi cerebrali sottoposti ad embolizzazione mediante uso di spirali a distacco elettrolitico (GDC), controllati a distanza di tre e sei mesi con Angio-RM 3D TOF. Come è noto il protocollo internazionale prevede controlli angiografici a distanza di una settimana, tre mesi, sei mesi, un anno, per gli aneurismi spiralizzati con GDC. Il fine è di controllare una eventuale riabilitazione dell'aneurisma o un aumento delle dimensioni del colletto qualora questi non fosse stato totalmente obliterato.
Gli autori hanno suddiviso gli aneurismi in base alle dimensioni della sacca (<1 cm, 1–2.5 cm, >2.5 cm) e in base alle dimensioni del colletto (<4 mm o >4 mm). Inoltre gli aneurismi sono stati suddivisi, dopo il trattamento, in totalmente embolizzati, parzialmente embolizzati, ed embolizzati con residuo di colletto.
Al fine di evitare ai pazienti ripetuti esami angiografici con i rischi connessi alla somministrazione di m.d.c. iodato ed a ripetuti traumatismi nelle sedi di puntura, gli AA. hanno ipotizzato di verificare possibilità alternative di immagine. La presenza delle spirali di platino rende, per i noti artefatti, di difficile interpretazione l'Angio-TC con ricostruzione tridimensionale.
L'Angio-RM presenta limiti per artefatti dovuti a caduta di segnale proprio in prossimità del colletto dell'aneurisma per turbolenze di flusso. Tale turbolenza è un aspetto fisico che si presenta quanto la sacca aneurismatica è pervia; una volta obliterata il flusso dovrebbe risultare più regolare. Per confermare tale ipotesi, sono state confrontate le Angiografie digitali eseguite a tre e sei mesi dalla spiralizzazione con le Angio-RM eseguite nello stesso periodo tutte con il medesimo tomografo a RM di media intensità di campo (0,5T).
Gli autori illustrano i risultati, i limiti e discutono le indicazioni di un protocollo di Angio-RM per alcuni aneurismi sottoposti a embolizzazione.
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