Abstract
Radiochirurgia è il termine che fu introdotto da Leksell per indicare l'irradiazione dall'esterno in singola alta dose (SHD) diretta con procedimento stereotassico su una definita area intracranica non superiore ai 25 mm.
Nel periodo marzo 1984 - marzo 1990 questa tecnica è stata usata in 812 tumori cerebrali.
Gliomi di alto grado
108 gliomi maligni. La dose-tumore iniziale è di 25 Gy in 1–2 sessioni, mentre dai risultati dipende il modo e il tempo delle prevedibili re-irradiazioni. La dose-tumore media è stata di 70 Gy in un arco di tempo variabile da 2 a 48 mesi.
Il controllo dell'intera serie dimostra sopravvivenze diverse a seconda del regime di trattamento. La più lunga nei casi in cui la radiochirurgia è stata post-operatoria: 60 settimane. 36 settimane quando invece è stato'il trattamento primario, e 39 settimane nelle recidive.
Gliomi di basso grado
54 gliomi di basso grado. La dose-tumore media, in un arco di tempo variabile dai 3 ai 55 mesi, è stata di 45 Gy.
A 5 anni, nessuna differenza di sopravvivenza tra i pazienti sottoposti solo a neurochirurgia o neurochirurgia+irradiazione convenzionale. Per quanto concerne la radiochirurgia post-operatoria, la percentuale di sopravvivenza è stata del 100% a 12 mesi e del 91,5% a 24 mesi. Nei pazienti che hanno avuto la sola radiochirurgia, la stessa percentuale è stata rispettivamente del 100 e del 78 per cento, mentre nelle recidive del 74 e del 53 per cento.
Metastasi
148 casi, irradiati con 30 Gy; anche nelle metastasi si è notato un effetto positivo della radiochirurgia: nell'82% dei casi vi è stata dopo un mese regressione clinica e anatomica. La sopravvivenza media è stata di 44 settimane, calcolata sull'intera serie di metastasi solitarie e multiple.
Tumori neuroepiteliali primitivi
13 casi di tumori neuro-epiteliali primitivi, la radiochirurgia post-operatoria è stata impiegata con successo in 2 casi di pineocitoma, e in 6 casi di medulloblastoma.
L'irradiazione nei bambini è rischiosa, e perciò è stata sottolineata l'esigenza di una particolare attenzione nel limitarla alla sola area tumorale.
Meningiomi
129 meningiomi. In 32 casi la radiochirurgia fu post-operatoria per incompleta resezione del tumore, in 41 fu effettuata per recidiva, in 56 pazienti fu il trattamento primario.
In 75 pazienti vi è stata graduale, ma chiara regressione del tumore; in 44 casi lieve riduzione del meningioma, mentre in 10 casi la radiochirurgia non è valsa ad evitarne l'ulteriore sviluppo.
Nella serie qui riportata, tra i 32 casi di meningiomi in cui la radiochirurgia è stata post-operatoria, una chiara regressione anatomica si è osservata in 24 pazienti. Nel gruppo dei 56 casi in cui vi è stato solo l'impiego della radiochirurgia, in 31 vi è stata regressione morfologica del tumore, rimasto invece stazionario in 22 pazienti, la radiochirurgia nei meningiomi si prospetta quale tecnica complementare alla neurochirurgia.
Neurinomi dell'acustico
12 casi. I risultati, sebbene la serie sia numericamente limitata, sembrano sottolineare che in casi di intervento ad alto rischio, la radiochirurgia possa essere un'alternativa alla neurochirurgia.
Adenomi ipofisari e craniofaringiomi
60 casi. I risultati della radiochirurgia in questi tumori inducono a considerazioni del tutto analoghe a quelle fatte a proposito dei meningiomi.
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