Abstract
La ricomparsa del dolore nei pazienti operati per ernia discale lombare è evenienza frequente (10–40%). Tra le cause, è importante la diagnosi differenziale tra ernia recidiva e cicatrice esuberante post-chirurgica, per la scarsa utilità del reintervento nella seconda evenienza. Tra le tecniche di neuroimaging la TC con somministrazione di mezzo di contrasto per via endovenosa è stata a lungo la modalità diagnostica di scelta per la sua alta sensibilità (circa l'80%).
L'avvento della risonanza magnetica e la successiva introduzione dei mezzi di contrasto paramagnetici hanno permesso un ulteriore passo avanti percentuale nella sensibilità e nella specificità delle tecniche di immagine. Il rilievo di tessuto isointenso col disco, a livello dello spazio intersomatico, dotato di effetto massa, senza variazioni di segnale dopo somministrazione di mdc (Gadolinio DTPA) fa propendere per recidiva di ernia discale.
Al contrario l'incremento di segnale nelle sequenze appesantite in T2 del tessuto occupante i recessi epidurali con azione attrattiva sul sacco durale e netto incremento di segnale nelle sequenze appesantite in T1 dopo contrasto suggerisce l'ipotesi di cicatrice esuberante.
L'utilizzo di questi criteri generali, con le eventuali variabili e le adeguate modifiche di tecnica, permettono una accuratezza diagnostica superiore alla TC con mezzo di contrasto.
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