Abstract
Gli autori illustrano i criteri TC di differenziazione dei collassi vertebrali benigni e maligni in rapporto alla presenza o meno di particolari lesioni elementari. Lo studio TC è stato condotto sui livelli rachidei patologici individuati con la radiologia tradizionale e la RM e ha coinvolto 58 pazienti affetti da collasso vertebrale di uno o più metameri, la cui eziologia è stata stabilita sulla base della clinica, del quadro neuroradiologico, dei controlli ed, in alcuni casi, della biopsia.
Nell'arco di 18 mesi sono stati riscostrati 35 casi di collasso su base eteroplastica (4 primitivi, 27 secondari, 4 in corso di emomielopatia) e 23 casi su base non eteroplastica (8 osteoporosi, 4 traumi non acuti, 3 osteonecrosi, 8 flogosi). Dai risultati ottenuti, la TC ha individuato alcuni elementi semeiologici utili per orientare verso la patogenesi benigna o maligna delle lesioni.
In particolare, criterio di benignità è la mancanza di interessamento dell'arco posteriore, che è invece frequente (ma non costante) nei collassi maligni. L'invasione peri e paravertebrale da parte di materiale della densità dei tessuti molli può aversi, per la patologia benigna, solo nelle spondilodisciti, in cui l'interessamento discale è sempre presente e costante, mentre nei collassi maligni tale rilievo è sempre associato ad un impegno endocanalare con risparmio del disco. Il «vacuum intraspongioso», riportato da alcuni autori come predittivo di benignità della lesione, è stato invece riscontrato anche in alcuni collassi maligni.
Infine la presenza di aree litiche e/o sclerotiche non è risultata indicativa per la benignità o malignità della lesione.
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