Abstract
La osteoporosi è una patologia molto frequente ed in costante aumento anche in relazione al notevole prolungamento della età media della razza umana; molte e svariate terapie mediche sono state proposte per il suo controllo ma alla stato attuale la incidenza di crolli vertebrali su base porotica o di rachialgia da osteoporosi rimane ancora alta.
La vertebroplastica è un trattamento percutaneo delle fratture e microfratture vertebrali da osteoporosi ma che può essere utilizzata anche per il trattamento non chirurgico e non radioterapico degli osteoangiomi dolenti o compressivi e per il trattamento delle lesioni metastatiche vertebrali.
La vertebroplastica consiste nella iniezione nei corpi vertebrali di cemento acrilico che ha l'obiettivo di stabilizzare e rinforzare il metamero trattato, di migliorare la sintomatologia dolorosa del paziente e anche di determinare una decompressione del sacco durale e midollare spinale nel caso degli osteoangiomi compressivi o comunque dolenti.
Il trattamento deve essere effettuato sotto guida TC e/o fluoroscopica con aghi 8 o 11 G con approccio transpeduncolare o trans-somatico, posizionando l'ago nel III anteriore dei corpi vertebrali. Il cemento deve essere iniettato sotto controllo fluoroscopico in proiezione L-L sia per avere un perfetto controllo della iniezione del cemento reso opaco dall'aggiunta di solfato di bario sterile (o di altre sostanze radiopacizzanti quali per es. il tantalio) sia per essere sicuri di avere un ottimale controllo del muro posteriore che non deve essere mai superato nel corso della iniezione.
I controlli Rx e TC possono dimostrare un riempimento totale o subtotale del metamero nei casi trattati; i pazienti possono essere dimessi in 24 h dal trattamento. Gli effetti collaterali possono essere rappresentati dalla diffusione epidurale del cemento con secondaria compressione sulla banda liquorale anteriore ed eventuale compressione midollare o anche dalla possibilità di embolia polmonare.
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