Abstract
La terzo-ventricolostomia (TVS) endoscopica è procedura di provata efficacia nella risoluzione definitiva dell'idrocefalo ostruttivo-ipertensivo, per il quale costituisce oggi il trattamento di scelta. La letteratura indica una incidenza di complicanze correlate alla tecnica del 5–7% con una mortalità trascurabile limitata a reports sporadici. Al contrario nessuno studio ha indagato in maniera sistematica il possibile ruolo della TVS nell'idrocefalo non-ipertensivo (comunicante e non), ovvero nell'entità clinica nota come idrocefalo “normoteso” e negli idrocefali cronici cosiddetti “compensati” oltre che negli idrocefali “tetraventricolari” di altra etiopatogenesi. La creazione di vie di deflusso alternative, l'esposizione delle cisterne all'effetto Behring ed il lavaggio ventricolare intraoperatorio sono fattori potenzialmente in grado di rimettere in moto la circolazione liquorale, ammettendo l'integrità delle capacità resorptive. Gli Autori analizzano retrospettivamente un gruppo di 17 pazienti con indicazione “atipica” alla TVS: il miglioramento clinico stabile ottenuto in 6 di questi induce a non trascurare questa opzione, non preclusiva di un eventuale successivo shunt extracranico, negli idrocefali normotesi ostruttivi “chirurgici”, nell'idrocefalo compensato del bambino e nei rari casi di idrocefalo tetraventricolare da stenosi dell'egresso del IV ventricolo. È tuttavia auspicabile la promozione di uno studio clinico randomizzato per poter finalmente trarre delle conclusioni in una materia tanto controversa.
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