Abstract
In questâarticolo si analizza la sezione della Lettera di Pietro Summonte a Marcantonio Michiel del 20 marzo 1524 dedicata allâarchitettura. Chiariti i termini della centralitĂ di Leon Battista Alberti nel pensiero dellâautore, sensibile al prestigio culturale di Firenze e alla forza dei modelli antichi, si analizza il quadro dellâarchitettura napoletana da lui proposto. Si mostra, quindi, come tanto la selezione degli episodi quattrocenteschi, fra cui spicca il rinnovamento artistico della cittĂ promosso da Alfonso dâAragona duca di Calabria, quanto lâapertura verso un gusto piĂš moderno di origine romana, rappresentato dallâarte di Giovanni Donadio, siano ispirati dal suo orientamento classicista, maturato nel vivace contesto umanistico locale e a stretto contatto con Giovanni Pontano e Iacopo Sannazaro.
Keywords
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