Abstract
Mario Mignone fu “uomo politico” e “politicizzato”, amministrò e governò la comunità della quale fu a lungo responsabile e fu intellettuale sempre in dialogo con la politica e i politici. Essendo binazionale queste due caratteristiche si espressero rispetto alle situazioni interne ai due paesi, ma funzionarono anche come incentivo al dialogo bilaterale tra le sue due patrie. Mignone è consapevole che la prima patria gli era stata “patrigna” al punto da costringerlo ad emigrare e che la seconda gli aveva consentito di realizzarsi a pieno come intellettuale e cittadino. In particolare, il suo occhio va alla situazione del Mezzogiorno d'Italia, terra di una “promessa” mai realizzata. Avrebbe vissuto, da americano adulto e affermato, il ritorno alla terra delle origini, costruendo legami fitti e duraturi per la creatura istituzionale che aveva creato nella sua seconda terra: il Centro di Studi Italiani di Stony Brook. La fecondità dei programmi bilaterali creati e portati avanti in decenni di lavoro, sarebbe stato il segno più qualificante della sua esperienza di emigrante, magistero per tanti italiani che cercano anche oggi negli Stati Uniti di realizzare ciò che in Italia non si rende loro possibile.
Keywords
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