Abstract
L’esperienza lavorativa di Levi, in qualità di chimico impiegato – non esclusivamente ma in maggior misura – presso la Siva, torna a più riprese nella sua scrittura, in particolar modo nei racconti brevi contenuti all’interno della raccolta Il sistema periodico. Nonostante la visione del lavoro in fabbrica certamente positiva e ottimistica, – come appare all’interno de La chiave a stella, testo ampiamente analizzato dalla critica – una lettura approfondita dei racconti sopra menzionati mostra anche una certa posizione critica di fondo, specie nel trattamento destinato ai lavoratori che si fa, a tratti, ancora metafora del trattamento disumano subìto in Lager. Questo saggio analizza, dunque, cinque tra i racconti contenuti nella raccolta (Nichel, Cromo, Arsenico, Azoto e Vanadio) allo scopo di cercare di ottenere una panoramica, quanto più possibile completa, del problema trattato. Lungi, dunque, dallo sconfessare la visione ottimistica del lavoro in Levi, questo testo vuole accostare agli studi sul tema una nuova prospettiva di lettura che apra, come sempre in Levi, alla complessità.
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