Abstract
Il poeta Salvatore Quasimodo, premio Nobel 1959, e il pianista e compositore Giorgio Gaslini, attivo nel jazz e nella musica contemporanea, hanno condiviso un ventennio che li ha visti prima uno insegnante dell’altro (al Conservatorio di Milano), quindi collaboratori di esperienze professionali sia nella ricerca nell’ambito delle avanguardie sia nelle relazioni tra arti, ideologie e società. L’articolo fa luce su un rapporto sinora inedito, attingendo a fonti e testimonianze primarie, tra cui quella del figlio di Quasimodo, Alessandro.
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