Abstract
Nel 1948, pochi mesi dopo la pubblicazione di Spaccanapoli, il suo primo libro di racconti che aveva avuto una buona accoglienza da parte della critica, Rea decide improvvisamente di partire per il Brasile. Un viaggio motivato da insoddisfazione esistenziale, desiderio di avventura e necessità economiche che confluiscono in un’esperienza picaresca di emigrante scrittore, raccontata in diversi articoli pubblicati su quotidiani italiani e brasiliani. Il recupero di questi materiali consente di analizzare il peculiare sguardo con cui lo scrittore racconta la realtà brasiliana delle città (San Paolo, Rio, Campinas) a fronte di quella napoletana dell’interregno rappresentata nei suoi racconti. L’avventura brasiliana di Rea durerà pochi mesi, ma è possibile trovarne tracce in racconti successivi, in particolare in Quel che vide Cummeo; soprattutto segnerà il primo tempo della scrittura giornalistica, che occuperà uno spazio determinante in tutta la sua carriera.
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