Abstract
Il contributo si focalizza sulla figura intellettuale di Silvio Perrella, scrittore palermitano di nascita, ma trasferitosi a Napoli nel 1973, che rappresenta un unicum nella scena letteraria napoletana odierna. In opposizione ad un contesto contemporaneo caratterizzato fortemente dalla letteratura di genere, Perrella dà vita a una narrazione post-moderna e anti-narrativa in cui si mescolano situazioni reali del suo vissuto, ricordi intellettuali e sezioni saggistiche, con al centro il rapporto spaziale e temporale con la città di Napoli. Nei suoi volumi Giùnapoli e Doppio scatto, così come nelle fiabe urbane L’Aleph di Napoli, L’alfabeto del mare e L’ombra della Gaiola, Perrella si muove in quella che si potrebbe definire una “promenade literature”, creando connessioni tra le differenti realtà di Napoli—caratterizzata dall’alto e dal basso—attraverso influenze che vanno da Jorge Luis Borges sino a Italo Calvino e Gilles Deleuze.
Keywords
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