Abstract
Il saggio prende in esame la trasposizione cinematografica del Cristo si è fermato a Eboli fatta da Francesco Rosi, evidenziandone peraltro i mutamenti che il libro subisce. L’interpretazione si snoda con gli opportuni riferimenti alla realtà storica e socio-antropologica del Mezzogiorno d’Italia, divenendo perciò il film anche l’occasione per un rinnovato dibattito meridionalista. Il Cristo di Rosi viene letto anche alla luce di due importanti antecedenti: Padre padrone dei fratelli Taviani e L’albero degli zoccoli di Ermanno Olmi.
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