Abstract
Nella commedia Amor nello specchio (1622), lo scrittore e attore professionista Giovan Battista Andreini riflette sulle problematiche relazionate al teatro considerato, da una parte nella sua formulazione generica (teatro come genere letterario), dall’altra nelle sue implicazioni sociali (teatro come spazio sociale). In particolare, Amor nello specchio rientra nel contesto di difesa della categoria sociale e professionale dell’autore-attore professionista alludendo al conflitto tra i professionisti del teatro e i dilettanti. Andreini si appropria, modificandole, di alcune convenzioni teatrali (in particolare, il travestitismo, la relazione tra sessi e la figura del mago) e propone una commedia nuova, un ibrido fra tradizione e innovazione. L’autore crea una serie di aspettative convenzionali per il suo pubblico che non saranno compiute. Attraverso una serie di trasgressioni, Andreini conferma la sua posizione liminale nell’ambito sociale e culturale del diciassettesimo secolo, affermandosi come ibrido tra la figura del letterato cortigiano (dilettante) e del professionista.
Keywords
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