Abstract
È ben noto il forte collegamento tra scienza e suono nel periodo barocco: numerosi matematici, soprattutto appartenenti all’ordine dei gesuiti, studiarono il fenomeno sonoro. Gli scritti di Giuseppe Biancani, Athanasius Kircher, Francesco Maria Grimaldi, Daniello Bartoli e Mario Bettini furono la base per lo studio del suono per tutto il secolo nei collegi gesuitici. La scienza nel barocco assume un colore diverso: non mira a ottenere solo un risultato accademico ma, attraverso la sua applicazione, vuole stupire, dimostrare e meravigliare. La ricerca scientifica che ha come oggetto il suono trova numerose soluzioni di lettura: il suono racchiude in sé il potere di ispirare il letterato barocco grazie al sonoro del mondo, ma allo stesso tempo scatena un desiderio frenetico di tecnica innovativa nell’invenzione di macchine che potessero dominarne la natura. Le indagini acustiche degli accademici gesuiti si orientano allo studio geometrico della riflessione e della propagazione del suono. Il programma scientifico di Mario Bettini si occupa di comprendere il fenomeno del suono attraverso il modello dell’ottica geometrica, a cui dedica il capitolo “Sonimetria” nella sua Apiaria universae philosophiae mathematicae del 1642. La fascinazione che il suono esercita sul gesuita Bettini è rintracciabile anche nel suo dramma teatrale Rubenus hilarotragoedia satyropastoralis (1631).
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