Abstract
A partire dalla fine degli anni Venti del secolo scorso, in concomitanza se non in anticipo rispetto alla diffusione della narrativa poliziesca e nell’ambito della profonda trasformazione che la nascente società di massa proietta anche sulle forme dello spettacolo, si sviluppa in Italia uno dei fenomeni più vistosi della scena teatrale: la commedia gialla. Il saggio, attingendo a fonti generalmente trascurate, come la stampa periodica specializzata, ridefinisce i contorni del genere, ne approfondisce la specificità, ne studia le relazioni con le tendenze predominanti delle correnti drammaturgiche coeve nel contesto di una crisi storica che investe la società e la cultura negli anni del fascismo. Pur assecondando un’intenzione certamente commerciale, il delitto portato sul palcoscenico, al di là dei suoi evidenti significati sociologici, svela direzioni e orientamenti chiave della storia del teatro novecentesco.
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