Abstract
Scopo di questo saggio è la messa a fuoco dei motivi e delle motivazioni che caratterizzano il romanzo più noto di Striano, Il resto di niente, dedicato a Eleonora de Fonseca Pimentel, protagonista del 1799 napoletano. L’autore, nel fare un ritratto dell’intellighenzia napoletana del periodo, dipinge al tempo stesso un grande affresco della città nell’originalità della sua fisionomia urbana e nella sua singolare qualità scenografica, unendo la costruzione di immagini non stereotipe alla sperimentazione stilistica e linguistica. Lungi dall’essere un romanzo storico, il capolavoro di Striano – è questa la tesi dell’articolo – deriva la sua ispirazione profonda dal gruppo di intellettuali e uomini politici della sinistra cui l'autore medesimo appartenne negli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso. Molti personaggi dell’epoca possono essere rintracciati in filigrana nel romanzo, a cominciare da Striano stesso, identificabile nel giovane amico di Eleonora, Vincenzo Sanges, presente anche in altri suoi scritti.
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