Abstract
La risonanza magnetica rappresenta attualmente l'esame di prima scelta nello studio delle malformazioni della giunzione cranio-cervicale. Infatti essa permette la contemporanea visualizzazione delle strutture ossee, vascolari, nervose e degli spazi molli paravertebrali nei diversi piani dello spazio. In questo senso diviene fondamentale l'uso di sequenze di impulsi appropriate. In questo lavoro gli autori propongono una ridefinizione della patologia della cerniera cranio-cervicale alla luce dell'uso ormai routinario ed ottimale della RM.
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