Abstract
È stato condotto uno studio in vivo ed in vitro per definire il ruolo della risonanza magnetica nell'emorragia subaracnoidea (ESA). Questa metodica consente di ottenere informazioni di elevato valore diagnostico nello stadio subacuto della patologia, grazie all'evidente riduzione del T1 determinata dalla presenza di metaemoglobina. Nello stadio iperacuto ed acuto, miscele sangue-liquor non sono facilmente differenziabili dal liquor puro nelle immagini T1 dipendenti. La formazione del coagulo determina, però, un'evidente riduzione del T1 che può essere utilizzata come marker «in vivo» di ESA in fase acuta. Infatti l'aspetto RMI della ESA acuta è, pertanto, completamente modificato dall'iperintensita legata alla coagulazione: questo segno può essere ritenuto un utile marker di ESA acuta.
Il ruolo della RM nella ESA sembra comunque limitato, in relazione con la phù sensibile TC. Non bisogna inoltre dimenticare che la coagulazione del sistema sangue/liquor è influenzata da numerosi fattori biochimici, fisici e topografici. La conoscenza delle variazioni di segnale determinate dalla coagulazione nell'ESA acuta, può fornire all'esaminatore una informazione di valore cruciale nella diagnosi RM.
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