Abstract
Lo scopo del nostro lavoro è stato quello di valutare le applicazioni cliniche delle sequenze Inversion Recovery (IR) T1-dipendenti con saturazione dell'acqua (Fluid Attenuated Inversion Recovery, FLAIR) in neuroradiologia.
A tale scopo abbiamo effettuato un confronto con le sequenze Spin-Echo (SE) T1-dipendenti in 5 volontari sani e in 28 pazienti con lesioni encefaliche o midollari. Nei volontari abbiamo valutato il rapporto contrasto/rumore (rC/R) fra sostanza bianca e grigia e fra sostanza bianca e liquor.
Nei pazienti abbiamo calcolato il numero delle lesioni evidenziate con le due tecniche, il rC/R fra sostanza bianca ed edema e fra lesione post-contrasto e sostanza bianca, inoltre abbiamo calcolato anche l'enhancement% delle lesioni che subivano potenziamento post-contrasto. Infine abbiamo valutato l'incidenza di artefatti nelle due tecniche.
Le sequenze FLAIR si sono dimostrate superiori per quanto riguarda il rC/R fra sostanza bianca e grigia, fra sostanza bianca e liquor e fra sostanza bianca ed edema; anche l'enhancement% era superiore nelle sequenze FLAIR rispetto a quelle SE. Invece il rC/R fra lesione post-contrasto e sostanza bianca non mostrava differenze significative. Con le sequenze FLAIR inoltre sono state individuate un numero leggermente superiore di lesioni rispetto alle SE. Infine le sequenze FLAIR erano caratterizzate da minori artefatti da pulsazione liquorale, soprattutto negli studi post-contrasto delle strutture della fossa cranica posteriore.
In conclusione le sequenze FLAIR possono essere usate al posto di quelle SE soprattutto per evitare artefatti da pulsazione liquorale post-contrasto e per visualizzare adeguatamente i bordi delle strutture encefaliche e midollari in contatto con le cisterne liquorali o i ventricoli cerebrali.
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