Abstract
Dagli autori viene descritto un caso di un paziente di anni 64 (cardiopatico, epatopatico, broncopneumopatia ostruttiva) da circa 12 anni in trattamento neuropsichiatrico per sindrome depressiva con componente catatonica nel quale, dopo la comparsa di una sindrome da ipertensione endocranica, era stata posta diagnosi di craniofaringioma cistico soprasellare a sviluppo prevalente verso il terzo ventricolo. Il paziente, non potendo essere sottoposto ad intervento chirurgico a cielo aperto per le sue condizioni generali, è stato trattato per via neuroendoscopica. Si è proceduto alla perforazione ed allo svuotamento della cisti del craniofaringioma attraverso il forame di Monro di destra ed al posizionamento di catetere ventricolare nel residuo cistico per trattamento chemioterapico postoperatorio con bleomicina. L'intervento chirurgico non ha presentato complicanze ed il decorso postoperatorio è risultato essere regolare con una completa scomparsa dei segni di ipertensione endocranica presentati dal paziente. Dopo tre mesi dal trattamento è stato necessario sottoporre il paziente all'impianto di un sistema derivativo ventricolo peritoneale per il presentarsi di un idrocefalo ipertensivo triventricolare. Il follow up a 6 mesi risulta essere buono non presentando il paziente segni di recidiva della lesione cistica.
Gli autori prendono in considerazione la possibilità di estendere questo tipo di trattamento a tutti quei casi in cui un craniofarigioma a prevalente componente cistica sia associato ad un coinvolgimento del sistema ventricolare.
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