Abstract
L'idrocefalo normoteso può essere trattabile con un intervento tradizionale di shunt extratecale. Molti fallimenti chirurgici sono il risultato di una selezione clinica e radiologica poco accurata, piuttosto che di un limite delle tecniche neurochirurgiche.
L'idrocefalo normoteso idiopatico costituisce circa il 30% dei casi, essendo la percentuale maggiore costituita da idrocefali normotesi secondari ad emorragie subaracnoidee. Il quadro clinico è caratterizzato da un deficit cognitivo, tipo demenza sub-corticale, in genere di grado medio o moderato, e atassia della marcia.
La TC cerebrale mette in evidenza un quadro di idrocefalo comunicante, senza rilevante atrofia corticale. La RM mostra segni di alterazione del flusso, caratterizzati da signalvoid nell'acquedotto di Silvio. La RM dinamica con contrasto di fase evidenzia una caratteristica mancanza di coordinazione di flusso, normalmente sincronizzato con il battito cardiaco. Ciò è evidenziato dalla scomparsa della fisiologica interruzione di flusso nella fase intermedia e dall'aumento del flusso centripeto nella fase diastolica. Vengono descritti i criteri di selezione clinica e strumentale per l'indicazione chirurgica.
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