Abstract
The long-term effects of isradipine on peripheral occlusive vascular disease of the lower limbs were investigated in 23 normotensive patients with stable Fontaine stage IIa disease and with an absolute pain-free interval (treadmill speed 4 km/h, no incline) of 300 – 700 m, and Doppler ankle – arm arterial pressure index of less than 0.80 in at least one leg. Using a double-blind, parallel-group design, patients received either 2.5 mg isradipine twice daily or placebo for 12 months. Both isradipine (n = 11) and placebo (n = 12) increased the absolute pain-free interval mean values; the increases were not significantly different. Similar trends were observed in the mean values for relative pain-free interval and ankle – arm arterial pressure index. In a subgroup of patients with a baseline absolute pain-free interval of greater than 500 m, isradipine (n = 6) significantly (P < 0.001) increased both the absolute and the relative pain-free intervals and increased the ankle – arm arterial pressure index compared with placebo (n = 7). The favourable effects of long-term isradipine treatment suggest that isradipine could positively interfere with factors involved in the progression of atherosclerotic lesions or improve collateral vessel flow.
Gli effetti a lungo termine dell'isradipina sulla arteriopatia vascolare periferica agli arti inferiori sono stati studiati in 23 pazienti normotesi affetti da “claudicatio intermittens” allo stadio IIa di Fontaine e con un intervallo libero assoluto (velocita al treadmil 4 km/h, senza inclinazione) di 300 – 700 m e di un indice pressorio valutato con metodica Doppler fra caviglia e braccio minore di 0.80 in almeno una delle gambe. Secondo uno studio in doppio cieco ed a gruppi paralleli ai pazienti sono stati somministrati 2.5 mg due volte al giorno di isradipina o del corrispondente placebo per una durata di 12 mesi. Sia l'isradipina (n = 11) sia il placebo (n = 12) hanno innalzato i valori medi dell'intervallo libero assoluto e gli aumenti non si sono dimostrati statisticamente differenti Un trend simile si è osservato anche per i valori medi dell'intervallo libero relativo e dell'indice caviglia/braccio. In un sottogruppo di pazienti aventi un intervallo libero assoluto al basale maggiore di 500 m, l'isradipina (n = 6) ha innalzato significativamente (P < 0.001) sia l'intervallo libero assoluto sia quello relativo ed ha aumentato anche l'indice pressorio caviglia braccio nei confronti del placebo (n = 7). Gli effetti benefici di un trattamento a lungo termine con l'isradipina suggeriscono che questo farmaco può interferire in modo positivo con i fattori che favoriscono il progredire delle lesioni aterosclerotiche, e/o il migliorare il flusso ematico a livello del circolo collaterale.
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