Abstract
In quest’articolo ci si sofferma sulla sezione della Lettera di Pietro Summonte a Marcantonio Michiel del 20 marzo 1524 dedicata alla miniatura. In particolare, si discute, oltre che della notizia dell’esordio di Jan van Eyck come miniatore, da riportare al successo dei modelli fiamminghi nella Napoli aragonese, della preferenza accordata dall’autore a due artisti del libro quali Giovanni Todeschino e Gaspare da Padova. Si mostra, quindi, come la centralità di tali figure nella missiva dipenda dalla loro convinta adesione alla corrente della miniatura all’antica e dalla fortuna collezionistica delle loro opere presso i sovrani aragonesi, aspetti che per l’umanista napoletano costituivano dei veri e propri parametri qualitativi.
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