Abstract
Il contributo intende analizzare i romanzi Canto degli alberi, Il sussurro del mondo e L’uomo che piantava gli alberi da un punto di vista tematico-stilistico. La presenza delle piante, dunque di un tema, sembrerebbe definire il ritmo della temporalità, ovvero di una forma, ora proponendo scenari disabitati ma utopici, come in L’uomo che piantava gli alberi; ora arrivando a narrare realtà attuali, come in Canto degli alberi; o futuribili, come in Il sussurro del mondo. Si tratta, quindi, di esaminare la funzione della descrizione delle piante e di considerare l’approccio eco-critico come imprescindibile strumento per esaminare la funzione conoscitiva dei testi scelti.
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