Abstract
L’articolo approfondisce la dimensione postuma della scrittura di Antonio Tabucchi attraverso l’analisi di Per Isabel. Un mandala (2013) per analizzare le caratteristiche di una ricerca sospesa fra rappresentazione della fine e rivelazione, in dialogo con la simbologia del mandala, così come con quella apocalittica. Viene altresì evidenziato il procedere di Tabucchi, assieme ai suoi personaggi, in un inquietante viaggio conoscitivo che però mette in discussione le categorie di spazio e tempo, oscilla fra malinconia e desiderio, fra disvelamento ed esperienza del nulla. Emerge così, in definitiva, il disegno di un’opera in cui si addensa, attorno alla figura centrale di Isabel, e in fitto dialogo con il disegno spirituale del mandala, una ricerca di senso che si svolge per intero all’interno di un incessante gioco di velamenti e svelamenti.
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