Abstract
L’articolo esamina il romanzo Timira, scritto da Antar Mohamed Marincola e Wu Ming 2 e pubblicato nel 2012. Ci concentriamo su due macrotemi: la marginalità spaziale e culturale rappresentata nel libro o percepita dai personaggi (la città, la periferia, la controcultura, e l’attivismo politico), e come razzismo, sessismo e colonialismo plasmino non solo l’identità della protagonista Isabella Marincola ma anche le sue esperienze nel mondo artistico e cinematografico. Il saggio è frutto di un esperimento di scrittura collettiva, nella convinzione che questa pratica dovrebbe essere più diffusa nelle scienze umane, e che un romanzo complesso e stratificato come Timira possa essere affrontato a più voci e da punti di vista diversi.
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