Abstract
Lo Spaccio de la Bestia Trionfante, pubblicato da Giordano Bruno nel 1584 a Londra, non compare mai citato nei Costituti del Nolano. Come opera squisitamente morale, essa presenta la riforma del cielo così come ratificata da Giove, in consesso con gli altri Numi. Il primo riferimento esplicito dell’opera è dunque Lutero e la sua Riforma. Contro di lui il Nolano propone con urgenza la necessità di una “riforma” dell’animo umano: l'obiettivo è la “comunione de gli uomini e la civile conversazione” che presuppongono la giustizia e la ragione. Il che esclude non solo la concezione luterana della “iustitia sola fide”, ma anche quella del Cristianesimo di Paolo: per il Nolano la Scrittura mira alla legge, non alla verità. Pertanto la “renovatio mundi” proposta da Bruno presuppone la “renovatio” del concetto di giustizia, con la conseguente riscoperta del vincolo esistente tra la giustizia divina, umana e naturale: ciò porta il Nolano alla formulazione di un concetto di “legge” che ha caratteristiche moderne.
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