Abstract
Il ritorno del cavalleresco italiano durante il secondo Novecento costituisce un fenomeno ampio e interessante: molte, infatti, sono le riscritture di numerosi testi del Cinquecento. In questo articolo voglio prendere in analisi due tra le più famose di queste riscritture cinquecentesche: quella di Italo Calvino dell’Orlando Furioso e quella della Gerusalemme Liberata di Alfredo Giuliani. Calvino e Giuliani propongono due metodi di analisi e di riscrittura del modello cavalleresco molto simili per scelte stilistiche e lessicali. Calvino ha sempre intrattenuto con Ariosto un rapporto stretto e privilegiato. Ariosto è infatti l’autore più amato e più imitato dal critico. La presenza ariostesca non manca mai nella produzione calviniana: né nei romanzi né negli scritti critici. Diverso appare invece l’esperimento di Giuliani: Giuliani sembra non apprezzare lo stile del Tasso e questa incompatibilità spesso si manifesta anche all’interno della riscrittura della Liberata. Indagherò i due diversi rapporti, quello di Calvino con Ariosto e quello di Giuliani con Tasso, mettendone in luce le caratteristiche principali.
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