Abstract
Il saggio si propone di ripercorrere, attraverso alcuni esplicativi esempi, lo scambio epistolare tra Benjamin Franklin e Gaetano Filangieri – erede della scuola dei riformatori dell’Illuminismo meridionale -, vagliando l'influenza che l'opera dell'intellettuale napoletano ebbe sul sostrato filosofico della Costituzione degli Stati Uniti d'America, nonostante la differenza generazionale tra i due. Secondo gli studi più recenti, dal loro carteggio si evince l’ambizioso progetto politico a cui il filosofo napoletano offriva il suo contributo per la costruzione di un assetto istituzionale realmente fautore della pubblica felicità ed emerge la forza del pensiero dell’Illuminismo italiano e le sue proiezioni internazionali. L’interesse di Franklin per l'opera di Filangieri ha infatti risvolti anche esecutivi: egli considera il lavoro del filosofo napoletano un modello a cui ispirarsi sia per la redazione della legislazione criminale in Pennsylvania sia per la più impegnativa missione di elaborare la Costituzione del nuovo Stato federale. La Scienza della Legislazione è una costruzione intellettuale lucidamente utopica e al contempo tecnicamente raffinata e moderna che, per prima, mette in rilievo l’interdipendenza delle leggi della politica e dell’economia, individuando per Napoli, ma anche per l’Europa ed oltre, l’urgenza di una radicale, generale riforma. Gli scritti di Filangieri, furono presentati a Franklin, durante il suo soggiorno parigino, da un diplomatico del Regno di Napoli a Parigi, ma soprattutto fu la comune affiliazione alla Massoneria a favorire un contatto tra i due intellettuali. Si intende qui porre l’accento sulla relazione tra il Sud Italia e la nazione americana, sui rapporti tra la Costituzione americana e sulla proiezione degli ideali illuministici di Gaetano Filangieri nel Nuovo Mondo, alla luce degli insegnamenti di Genovesi e dell’influenza di Locke.
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