Abstract
Il saggio indaga nell'ottica di ciò che rimane di Scotellaro anche in rapporto al vicinato tra “cugini” socialisti e comunisti, dove emerge prioritariamente una componente psicologica. Sembra che il progetto letterario di Scotellaro abbia funzionato meglio nella sua prosa e torna emblematico il giudizio di Amelia Rosselli su Contadini del Sud. Partendo da un'indicazione di Pasolini sulla lingua, in verità frettolosa, vengono proposte notazioni puntuali. Penetrante l'indagine circa la presenza scotellariana nelle antologie e specie in “Quarta Generazione”.
Keywords
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