Abstract
Fra gli scritti di Levi Paura della libertà (1939), definito dal’autore stesso ‘poema filosofico’, è certamente il più oscuro, nella complessità dell’argomentazione teorica e nella ricchezza dei riferimenti impliciti. L’articolo mira a individuare alcune delle fonti principali del testo, ipotizzando una influenza del freudiano Psicologia delle masse e analisi dell’Io, e di Ernst Bloch, segnatamente di Eredità del nostro tempo . In questa prospettiva emergono continuità inaspettate con Cristo si è fermato a Eboli, che vengono qui indagate anche sul versante del rapporto testo / immagine.
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