Abstract
Questo articolo esamina le considerazioni espresse da Guido Piovene nel De America (1953) sulla situazione politica degli Stati Uniti all'inizio degli anni Cinquanta. Nonostante il maccartismo, le tensioni razziali, un pesante clima antisindacale e i crescenti condizionamenti delle lobbies sul sistema politico, lo scrittore formulò un giudizio sostanzialmente positivo sulla società americana e sul suo livello di democraticità. Tale valutazione, però, fu il risultato di una serie di omissioni e reticenze che portarono Piovene a ignorare o a ridimensionare gli aspetti più negativi e deleteri degli Stati Uniti alla fine della presidenza di Harry S. Truman.
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