Abstract
L'articolo intende fare luce sulle relazioni tra Saba e la sua città e sull'eredità di Trieste nella cultura e nella poesia sabiane, allo scopo di definire precisamente l'immagine triestina per come risulta dalla lettura del Canzoniere.
Nella prima parte si fornisce una serie di dati qualitativi e quantitativi sulla presenza del paesaggio di Trieste nella produzione di Saba (con particolare attenzione alla raccolta Trieste e una donna), inclusi scritti privati e discorsi pubblici solitamente tenuti in scarsa considerazione. Sulla base di tali suggerimenti, e di una analisi ravvicinata di alcuni brani, nella seconda è avanzata una proposta di interpretazione dei modi di osservazione della città. Come risulta dalla lettura di molti dei testi del Canzoniere, il tema è svolto attraverso il genere della promenades, con cui il poeta si appropria della sua città, percorrendola ‘dai colli al mare’ e sottoponendola ad un ideale processo di esplorazione e ri-scoperta.
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