Abstract
L'opera di Amelia Rosselli è stata sinora esaminata soprattutto con strumenti linguistici o psicanalitici. Proseguendo alcune sue ricerche, l'autore propone qui una chiave di lettura legata invece alla nuova Cognitive poetics e a una rinnovata analisi stilistica. I singoli tratti ‘marcati’ vengono inquadrati in alcune tendenze più generali, per esempio quelle che portano Amelia Rosselli a distruggere le normali convenzioni spaziotemporali per riconfigurare suoi propri spazi e tempi vitali.
Il confronto con alcune teorie delle neuroscienze non mira quindi a cancellare la specificità poetica, bensì ad aumentare la conoscenza degli ambiti sinora meno sondati della creatività e dell'ispirazione. La nozione di stile può assumere valenze inedite ed essere sondata anche in ambiti lirici decisamente oscuri o apparentemente fuori da ogni regola. Si aprono così prospettive interessanti per ripensare alla nostra stessa concezione del genere lirico.
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