Abstract
Nel 1949 Alessandro Parronchi pubblica Un'attesa (Modena, Guanda), il suo terzo libro, in cui riunisce i testi della seconda metà degli anni Quaranta. Qui egli rinuncia alla forma del prosimetro, caratteristica de I giorni sensibili (1941) e I visi (1943), e abbandona gradualmente il simbolismo rarefatto degli esordi, alleggerendo il dettato. Le cinque sezioni del libro mostrano l'affacciarsi di nuove tematiche come la riflessione sul proprio passato e l'interrogazione esistenziale e mistica.
Se con l'analisi delle liriche Lied e Oak's college, della sezione Addii, si valuta lo sviluppo del filone memoriale all'interno della raccolta, è invece attraverso lo studio dei manoscritti autografi relativi alle due poesie (presenti presso l'Archivio letterario G.P. Vieusseux) che diviene possibile tentare un primo inquadramento della prassi correttoria dell'autore.
In Lied, infatti, le varianti testimoniano un lavoro puntuale di focalizzazione sul piano sintattico e lessicale, mentre nel caso di Oak's college, dove il recupero memoriale è più marcato, è interessante la trattazione dell'elemento autobiografico, con l'espunzione di tracce troppo personali e la ripresa variata di alcuni frammenti.
Indagando questi testi, con lo studio nel cantiere privato del poeta, emergono i tratti innovativi della raccolta, che segna l'inizio di una svolta decisiva nel percorso di Parronchi.
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