Abstract
Monte Ignoso (1931) è una cupa storia d'amore e morte dai risvolti profondamente edipici. La maternità — protagonista principale del romanzo — strettamente correlata alla sessuofobia, è considerata un'imposizione ed una condanna; all'estremo opposto sta l'infanzia, intesa come momento magico dell'esistenza umana, che le imposizioni sociali distruggono in un crescendo di gretta convenzionalità tipica delle consuetudini borghesi.
Nonostante un immediato successo di pubblico, MI ebbe diverse recensioni negative, tra le quali quella di Gadda, che trovò lo stile della Masino infarcito di futurismi decadenti, ne criticò l'ipersurrealismo, e non ne comprese il voluto stravolgimento grammaticale. MI fu altrettanto stroncato negli anni seguenti dalla critica fascista, che lo denunciò come eversivo a causa dei toni sommessi eppure pericolosamente destabilizzanti per la propaganda demografica; toni che si faranno sempre più pesanti nelle altre produzioni dell'autrice, fino ad esplodere nel suo più maturo romanzo, Nascita e Morte della Massaia.
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