Abstract
Da Teatro naturale a Armi e mestieri, la poesia di Neri è caratterizzata da una preponderanza di contenuti che premono su una scrittura volta all'essenziale, in cui il discorso poetico è connotato da un tono rarefatto e sapienziale. La struttura del verso è finalizzata a chiarire il più possibile l'impianto tematico del testo, mentre la sintassi si fa più funzionale alla comunicazione che alla ricerca formale, evidente, peraltro, proprio in questo inflessibile processo di sottrazione. In apparenza rarefatta ed esteticamente gradevole, si tratta in realtà di una poesia che compie una funzione di avvertimento nei confronti della presenza aggressiva del male. I temi dominanti della poesia neriana ruotano intorno a un universo filosofico i cui protagonisti (uomini, animali e piante) agiscono secondo uno schema dettato nel contempo dall'aggressività e dalla necessità del mimetismo. Con minimi accenni, Neri evoca situazioni in cui la violenza e il confitto sono costanti. Questa visione del mondo si manifesta attraverso parole misurate, dove il non detto viene evocato dalla dura disciplina che il testo impone a se stesso.
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