Abstract
Il saggio esamina il romanzo di Paola Masino (1908–1989) Nascita e morte della massaia (1939; pubblicato nel 1945), interpretando i temi del corpo femminile e della maternità alla luce del contesto storico-culturale dell'epoca fascista. Questi due topoi sono letti in relazione alla socializzazione e alla meccanizzazione del corpo femminile proposte dalla propaganda e dalla politica fasciste allo scopo di promuovere la campagna demografica e l'espansione coloniale italiana. Il romanzo della Masino è successivamente collocate, pur nella sua originalità, nell'ambito della reazione negativa, evidente nella stampa femminile coeva, alla trasformazione fascista del corpo femminile in “macchina” per la produzione di prole, Esaminando il conflitto interiore della protagonista e il drammatico risultato della normalizzazione e del controllo esercitati dal regime sulla sua sfera femminile, il saggio si concentra sul modo in cui il romanzo mette in discussione i presupposti della dottrina fascista relativa alle donne e soprattutto la sua concezione riduttiva, sociale e biologica dell'esistenza femminile.
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